UN CUORE SOLO: la diversità è negli occhi di chi guarda di ANTONELLA OSSORIO

ossorio Viene l’autunno, lo riconosco,
di rosso e giallo colora il bosco,
sul lago posa di nebbia un velo:
velo da sposa, lo sposo è il cielo.
La prima foglia cade dal ramo.
“Ecco il segnale! Compagne, andiamo!”
sussurra un’anatra. Veloce e secco
passa l’annuncio di becco in becco.
Dal lago in cento s’alzano in volo,
ma è come il battere d’un cuore solo:
unirsi e andare, l’arma segreta
di chi rincorre la stessa meta.
Il gruppo sfreccia, sale, s’intreccia,
poi su nel cielo forma una freccia.
Grida un serpente verso lo stormo:
“Partite pure, io me la dormo”.
Lo stormo grida verso il serpente:
“Comodo, certo, ma inconcludente.
Chi se la ronfa dentro la tana
spreca il suo tempo”. Poi s’allontana.
Lo stormo passa su una foresta.
Un ermellino alza la testa,
strilla: “D’inverno, chi si organizza,
più che partire, si mimetizza”.
Grida lo stormo: “Fa’ come vuoi.
Se sei convinto, affari tuoi!
Bianco d’inverno, fulvo d’estate…
che trasformista, che sceneggiate!”.
Lo stormo passa sopra un villaggio.
Un gatto grida: “Fate buon viaggio!
Ma è molto meglio stare al calduccio.
Stufa o camino, io mi ci accuccio”.
Lo stormo strilla, saldo e compatto:
“Punto di vista degno d’un gatto.
Chiudersi in casa… che depressione!
Tanto varrebbe stare in prigione”.
Il sole cala sull’orizzonte.
Lo stormo adesso vola su un monte.
Un falco grida: “Dentro il mio nido,
senza partire, l’inverno sfido”.
Lo stormo osserva, con sufficienza:
“Ecco spiegata la differenza
tra chi coraggio ne ha molto poco
e chi, viaggiando, si mette in gioco”.
La notte cala, sorge la luna.
Lo stormo passa su una laguna.
Il cielo è un lungo tappeto scuro
tutto trapunto d’argento puro.
La notte è fonda, la notte è ombrosa.
Lo stormo vola, non si riposa.
Lo stormo, al battito d’un solo cuore,
va verso sud, verso il calore.
Passano i mesi. Anche l’inverno
è ormai passato. Pareva eterno!
Il cielo è terso, sembra di vetro.
Lo stormo vola, ritorna indietro.
Lo stormo vola, mentre fa giorno,
e, sulla strada verso il ritorno,
guarda che scherzi che fa il destino,
ritrova falco, gatto, ermellino
e, presso il lago, anche il serpente.
Senza viaggiare, senza far niente,
l’inverno, il gelo, così era scritto,
hanno affrontato, vinto, sconfitto.
Per farla breve, andando al sodo,
ce l’hanno fatta, ma a loro modo:
seguendo ognuno, senza paura,
le proprie usanze, la sua natura.
Son tanti i modi di stare al mondo.
Tutti diversi, da cima a fondo.
Non c’è una regola, non c’è un modello.
In fin dei conti, è questo il bello!
Lo stormo plana, si posa al suolo
e pensa, al battito di un cuore solo:
“E’ buono il dolce, come il salato!
Non lo sapevo, ma l’ho imparato”.

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2 Responses to UN CUORE SOLO: la diversità è negli occhi di chi guarda di ANTONELLA OSSORIO

  1. Roberto Baita says:

    ecco la sapienza si nasconde dietro semplici parole!! Mi piace e ha saputo commuovermi, sorprendermi! Grazie perla condivisione di Vita. Roberto

  2. ribesmirtilloefragola Borracci says:

    meravigliosa!da diffondere e condividere.

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