“Sono ricercatrice presso il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia…Ho avuto un grande esempio di coraggio e di amore per la vita, mio padre.” Daniela Pignatelli intervistata da Nicolò Galasso

10399613_10153963399049906_4154394927267442695_n Quali sono stati i suoi pensieri e le sue decisioni dopo la laurea?

Ho frequentato il Liceo scientifico “Pepe” di Ostuni ed ero sicura sin da piccola che avrei continuato gli studi e frequentato l’università. Dopo la laurea ero convinta di voler continuare a lavorare nel mondo della ricerca. L’esperienza fatta durante il tirocinio per la tesi magistrale è stata di fondamentale importanza. Grazie al biologo che mi ha affiancata per molti mesi, ho scoperto che la ricerca mi appassionava tantissimo e che tutte quelle ore trascorse in laboratorio non mi pesavano affatto. Sapevo che in Italia fare la ricercatrice non sarebbe stato facile ma io volevo provarci a tutti costi perché quando sei giovane non ti devi accontentare, ma è importante seguire le proprie passioni. L’impegno e la passione impiegati durante la tesi magistrale sono stati premiati e, dopo la laurea, il Professore mi ha subito proposto un contratto che ho accettato subito con molto entusiasmo.

 Lei è soddisfatta della scelta?

Sì, molto. Tornassi indietro rifarei esattamente tutto, anche gli errori, perché se non sbagli, perdi delle occasioni per imparare qualcosa. Sono soddisfatta perché ogni giorno mi sveglio contenta di andare a lavoro, perché so che quello che faccio mi piace. Questo non vuol dire che le difficoltà non manchino, ma la passione per il mio lavoro mi dà la forza  per superarle.

Come è nata l’idea di andare via?

La prima volta che sono andata via dalla mia terra d’origine è stata per lavoro. Sono stata in Germania per lavoro, un mese. Quella è stata un‘esperienza importante che consiglio a tutti di fare. E’ importantissimo per la propria crescita personale e professionale il confronto con altre realtà perché sono esperienze che ci permettono di scoprire delle risorse che nemmeno si pensava di avere.

Qual è il suo lavoro oggi?

Oggi continuo a lavorare nella ricerca. Attualmente lavoro presso il centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa), ma una parte della mia attività la svolgo presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari dove ho svolto la mia tesi di laurea magistrale e dove ha avuto inizio la mia attività di ricercatrice.

Come vi è arrivata?

Con tanta passione, studio, volontà, caparbietà e sacrificio. Senza uno di questi “ingredienti” non ce l’avrei fatta. Ci sono arrivata senza nessuna conoscenza e senza nessuna raccomandazione, al contrario di quello che spesso si pensa in Italia. Dopo la laurea ho cominciato a mandare curriculum, fare colloqui, partecipare a iniziative. Durante il mio primo anno di lavoro a Bari ho avuto l’opportunità di partecipare a numerosi congressi, in uno dei quali ho vinto anche un riconoscimento per la mia attività di ricerca.  Qui ho avuto la possibilità di farmi conoscere da esponenti di altri istituti di ricerca, sia d’Italia che all’estero, con i quali ho instaurato dei rapporti di collaborazione scientifica.

 Cosa è stato importante per la sua vita?

Innanzitutto la mia famiglia, i miei genitori che hanno fatto tutti i sacrifici del mondo pur di darmi la possibilità di studiare. Loro non hanno avuto la possibilità di studiare perciò hanno fatto il possibile affinché non fosse negata a me questa possibilità. Hanno fatto grossi sacrifici per pagarmi le spese di vitto e alloggio fuori casa, io cercavo di contribuire facendo dei lavoretti l’estate e il fine settimana, non volevo pesare ulteriormente su di loro. Ovviamente senza mai distogliere l’attenzione dal mio obiettivo principale che era laurearmi.

Poi io ho avuto un grande esempio di coraggio e di amore per la vita, mio padre. Lui è venuto a mancare un anno fa dopo 13 anni di malattia e in tutti questi anni ha affrontato tutto senza mai arrendersi, amando il suo lavoro e continuando a coltivare le sue passioni. Era sempre con il sorriso e, nonostante le cure pesanti e la malattia che lo consumava, non perdeva mai la voglia di vivere. Era sempre lui che dava coraggio a noi fino alla fine. Mi ha insegnato l’educazione, l’umiltà e il rispetto per gli altri. Nei momenti di sconforto mi ripeteva sempre: ”Non importa le volte che cadrai nella vita, la cosa importante sarà sempre la tua capacità di rialzarti”. E quando mi assalgono i dubbi e ho paura di non farcela, penso a lui e alle sue parole e trovo la forza per andare avanti per la mia strada.

 I suoi progetti futuri.

Tra i miei progetti futuri c’è la mia esperienza all’estero di 6 mesi. Il mio Istituto ha diverse collaborazioni tra cui l’Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti). E’ una delle università più prestigiose al mondo e fare un’esperienza del genere per me è un’importantissima opportunità di crescita sia professionale che personale.

Che rapporto ha con la sua terra d’origine?

Amo la mia terra, però, purtroppo, non ho mai potuto viverla pienamente per via dei vari spostamenti tra studio e lavoro. Ad essere onesta ho compreso la bellezza della nostra terra dopo essermi allontanata. Nessuna delle città che ho visto e nelle quali ho vissuto si assomiglia alla bellezza della nostra terra: abbiamo un clima spettacolare, il mare più bello d’Italia, le terre per coltivare sono le migliori e i prodotti che ne derivano hanno un sapore meraviglioso che non si trova altrove. Nelle altre città che ho visitato non ho mai avvertito quel calore che provo ogni volta che torno nella mia terra d’origine. Poi qui ho i legami più importanti, la mia famiglia e la casa dove sono cresciuta e ci torno alla prima occasione possibile.

Mi può dare qualche consiglio per preparare al meglio il mio futuro?

Quello che vorrei dire a tutti i ragazzi come te è di non smettere mai di provarci a realizzare i propri sogni, anche quando la vita sembra presentare ostacoli che a prima vista possono sembrare insormontabili. Studiate, perché lo studio vi dà tutti gli strumenti per la conoscenza del mondo. Io non ho mai smesso di farlo e nel mio lavoro è fondamentale per essere competitiva e sempre aggiornata su nuove scoperte.

Non perdete mai la curiosità per il mondo che vi circonda, perché la cultura non è soltanto quella che trovate sui libri. Quando decidete di fare qualcosa nella vostra vita o sul lavoro chiedetevi sempre il perché la state facendo. Imparate ad ascoltare i consigli degli altri, ma non perdete mai di vista i vostri obbiettivi, perché purtroppo sulla vostra strada potete, sempre, trovare chi cercherà di scoraggiarvi ed è proprio in quel momento che l’amore e la passione per quello che fate dovrà essere più forte. La passione è fondamentale per riuscire nella strada che intraprenderai, qualunque essa sia. Dovete crederci innanzitutto prima voi stessi in quello che fate e dopo lo faranno gli altri! Abbiate il coraggio di spostarvi, se necessario, perché questo non vuol dire andare via per sempre dalla vostra terra d’origine, ma vi darà la possibilità di tornarci portando del valore aggiunto.

Ognuno di noi ha dei talenti e abbiamo il diritto e il dovere verso noi stessi di sfruttarli fino in fondo anche se questo può comportare, delle volte, sacrificio, ma la vita ripaga sempre i sacrifici fatti.

Un grande in bocca al lupo!

a cura di Nicolò Galasso classe III A dell’IPSSS di San Vito dei Normanni

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