Salento inCanti : un libro per difendersi dalla globalizzazione a cura di Pino Cecere

pino cecerelibro copertina  Da alcuni anni il mondo e l’Europa vivono l’esperienza della globalizzazione. E’ come se i confini del mondo si fossero allargati, se il mondo fosse diventato più grande; in realtà è la rete dei rapporti fra Stati, popoli, persone che è diventata più fitta. Si sono intensificati relazioni politiche, rapporti commerciali,scambi culturali, aperti nuovi canali diplomatici. Si è verificato su scala mondiale,nel nostro secolo, quello che era avvenuto, secoli prima, a seguito della scoperta dell’America e della missione di padre Matteo Ricci in Cina. Anche allora si erano allargati i confini del mondo, e realmente, perché la vecchia Europa entrava in relazione con terre, civiltà e popoli ancora sconosciuti. Ma si era trattato di relazioni a prevalente carattere commerciale/coloniale nel caso dell’America,poco incisive sotto altri aspetti, e tuttavia di relazioni sbilanciate, con un ruolo di prevalenza da parte della vecchia Europa rispetto alle terre di nuova conoscenza.

La globalizzazione della nostra epoca, invece,nulla di nuovo ha aggiunto alle conoscenze geografiche; non ha riguardato e non coinvolge soltanto due Continenti, ma collega tutti i Paesi e popoli del mondo con una rete così fitta di relazioni che il mondo/globo appare in realtà piccolo come il globo che gli studenti  utilizzavano a scuola : un mondo a portata di mano. Merito della tecnologia utilizzata per soddisfare esigenze di conoscenza, di beni, di servizi. E tuttavia una novità, un’esperienza nuova per l’umanità che ha riscosso entusiasmi  per alcuni aspetti e perplessità per altri. Tra i motivi di perplessità c’era, e resta, il timore che il globale fagogitasse il locale,che il globale finisse per omologare  comportamenti, usi , costumi,tradizioni locali, finisse per travolgere e cancellare definitivamente le identità territoriali e delle comunità locali.

Ed eccoci a registrare, al riguardo,un fatto che sorprende, ma si comprende: una naturale, spontanea reazione del locale al globale; è come se le autodifese, il sistema immunitario del locale si fosse attivato, reagendo con efficacia. E’ stata riscoperto il territorio, con tutto ciò che esso contiene, è stato riconsiderato il ruolo delle comunità che storicamente animano i territori, si è riscoperto il valore dei beni ambientali, culturali, del folklore, delle parlate locali, di musiche e danze popolari, della cucina tradizionale: un vero patrimonio, tanti patrimoni locali. Da tutelare, salvare per evitare che la globalizzazione travolga e cancelli tutto. E nascono e crescono le iniziative finalizzate a tenere in vita, custodire e tramandare i tratti delle identità e delle culture locali.

In questo contesto va considerato il lavoro di Mario Ancora e del Gruppo”LA TARICATA”. A Mario va riconosciuto il merito di un lavoro di ricerca paziente e costante, lungo quaranta anni, che oltre ad aver raccolto canti della nostra tradizione popolare, ha composto e musicato altre sue creazioni. Ricerca e creatività,tradizione e novità, col risultato, degno di nota, di aver prodotto una raccolta che risulta omogenea, perfettamente unitaria. Non si notano differenze tra i vari testi, tra quelli della tradizione e quelli creati da Mario. E ciò vale sia per la musica, sia per la parlata locale: Mario si è calato in piena consonanza nello spirito della nostra tradizione verbale/canora, indubbiamente agevolato dal fatto, non secondario, di essere contestualmente autore di testi e di musiche. Per focalizzare, poi, l’attenzione soltanto sui testi di sua creazione, è il caso di segnalare versi , liberi da vincoli metrici e rime,di autentica poesia: nei versi cantati si colgono i sentimenti che anche la gente semplice sente in modo intenso: amore e pena d’amore, speranza e attesa, pianto e gioia, amicizia e solidarietà, sofferenza e forza d’animo,attesa e delusione, nostalgia e accettazione della propria condizione, non disgiunta dalla volontà di lottare per migliorarla.

Aver salvato dall’oblio e dal rischio di perdita definitiva tutto ciò è motivo di soddisfazione e di merito per Mario e per la Taricata che con questo lavoro consegnano alla Comunità sanvitese un interessante documento linguistico- musicale che va ad incrementare la nostra produzione in lingua locale.

 

Pino Cecere senior

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