Rodari per me: dalla scuola alla vita di DONATELLA FARELLA

57457_1673430956148_5431646_o Ho avuto tante fortune nella vita, come quella di studiare, e di studiare, proprio, nell’Istituto professionale per i servizi sociali di Brindisi…più di 20 anni fa. In un periodo ricco: fondi europei, incontri propizi con docenti preparati e colmi di passione. E proprio in questo Istituto un incontro folgorante: quello con Gianni Rodari. Incontro folgorante perché ha accompagnato a tutto tondo la formazione della mia coscienza: sociale, politica, letteraria, etica, pedagogica, fantastica.

Proprio negli anni delicati dell’adolescenza e quelli successivi, quando ci si proietta a costruire il proprio futuro.

“Il nostro Gianni”, com’era mia consuetudine chiamarlo, mi ha accompagnata in tutti questi anni: nel mio ruolo di educatrice, nella creazione di servizi socio educativi per bambini e ragazzi. E nella responsabilità quotidiana di rendere fecondo il tempo libero delle nuove generazioni: ho letto, giocato e incuriosito partendo da lui, cercando di rimanere con un orecchio acerbo, per conservare la preziosa dote di “sentire ciò che i grandi non stanno più a sentire”.

Ricordo una sua opera con particolare affetto: I CINQUE LIBRI, testo usato e consultato con sacralità, usurato dagli anni e dai tanti momenti di incontro con lui e la gente nelle più svariate situazioni pubbliche e private. Un sacchetto morbido lo custodisce ancora nella mia biblioteca privata e come uno scrigno viene aperto con cura, letto e ascoltato ancora oggi.

17792377_1459178147449356_486271925_n Passa il tempo, cambiano i ruoli. Mi sono ritrovata scrittrice. Nel gioco con le emozioni e le parole del mio albo illustrato ancora la presenza di Gianni Rodari, il suo imprinting.

Oggi sono madre di un bambino meraviglioso. Come tutti i genitori cerco di dargli il meglio…crescerlo nell’amore, fargli vivere i libri come compagni irrinunciabili di giochi e coccole.

Lavoro da diversi anni nella biblioteca della mia città e ancora Rodari è presente negli incontri didattici con i ragazzi. Lo stupore che crea con i colpi di scena dei suoi racconti, l’ironia intrisa sempre e comunque di messaggi etici che inducono a riflettere e a scegliere.

La capacità di denuncia e l’estrema fiducia in un mondo nuovo possibile, come scrive nella “LETTERA AI BAMBINI”. A loro soprattutto consegna la possibilità del cambiamento. Nonostante sia difficile (ma non impossibile) “fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco”, esorta proprio i bambini a fare le cose difficili (non a provarci ma a farle!): “dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi.”

E forse mai come in questo periodo si ha bisogno di impegnarsi in questo senso. Nel torpore del “comodo”, dei social, la svolta rimane MERAVIGLIARSI, INCURIOSIRSI E COLTIVARE IL PIACERE DELLA CULTURA.

La necessità di riempire la testa di qualcosa che pesi davvero e non solo di date, di parole dei tg e citazioni catturate dal web…altrimenti, come “Arturo Testavuota” vedremo schizzare verso il cielo un bel po’ di teste-palloncino perché piene di parole che non pesano niente. Come scrive nella filastrocca “Le Parole”: “abbiamo parole per vendere, parole per tacere, parole per fare rumore…Andiamo a cercare insieme le parole per pensare, andiamo a cercare insieme le parole per amare.”

Donatella Farella

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One Response to Rodari per me: dalla scuola alla vita di DONATELLA FARELLA

  1. Daniela says:

    La mia dolce amica Donatella sempre brava a scrivere mi commuove sempre ,da quando eravamo piccole adolescenti e scriveva dolci poesie che toccavano il cuore ad oggi giovani donne e madri!Ti voglio sempre un mondo di bene!

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