MEDITERRANEO: UN MARE DI INCONTRI. Manifesto fondativo della (fu) Settimana dei bambini del Mediterraneo (1999) di LORENZO CAIOLO

locandina5Un mare di incontri nella Città Bianca:
storie, giochi, libri ed altro
dei bambini del Mediterraneo

Settimana dei bambini mediterranei
Ostuni(BR) 11-17 ottobre 1999

Sommario

 

Le sfide del presente

Si chiude un secolo dai risultati complessi e contraddittori, nei campi della cultura, dell’economia, della geografia politica, delle relazioni sociali, etc. I più recenti fotogrammi ci riportano alla mente gli spargimenti di sangue e le sofferenze atroci di vittime in Algeria, in tanti luoghi della ex-Jugoslavia, nel Medio Oriente, la disperazione degli albanesi e di tanti profughi provenienti dal sud del mondo, la violenza subita dai curdi, gli odi fratricidi nel Kosovo.

Ora si parla di ricostruzione, di pace… di accoglienza.
Ma cosa sta cambiando veramente?
Molto fanno le Organizzazioni umanitarie e le Associazioni di volontariato.
Fanno poco gli Stati. Eppure, ormai, è necessario invertire subito la rotta.
Il nuovo Secolo si apre all’insegna della “mondialità”: si vive, soprattutto nel Mediterraneo, in un villaggio che nei fatti è globale: scambi, convivenze e interazioni multietniche sono una condizione oggettiva delle città e degli Stati del nord del Mediterraneo.
Tale condizione spesso è subita e non vissuta consapevolmente ed in modo fecondo: si determinano spesso situazioni di razzismo, di emarginazione o di omologazione.

Gli organismi istituzionali (e non) devono prestare molta attenzione a tale nuova e problematica condizione: devono affrontare con urgenza il problema di formare persone capaci di vivere in modo originale, positivo ed attivo in questa rete delle diversità. Dalla constatazione della realtà multiculturale, bisogna passare alla realizzazione di percorsi formativi di modi di vivere interculturali di soggetti portatori di propria cultura che sanno convivere, in scambi reciproci ,con persone di altre culture.

Saper vivere, valorizzando la propria identità personale e culturale e aprendosi alla conoscenza, al dialogo e all’ibridazione feconda con le altre culture: tutto ciò non è un bello e vago ideale, oggi, possedere questa forma mentis, diventa una necessità, per non andare incontro a frequenti o periodici conflitti degenerativi e violenti.

 O è interculturale o non serve

L’educazione attuale o si configura come interculturale o non è educazione (Sira Macchietti).

La società globalizzata richiede una educazione globale, altrimenti saremo sommersi dagli effetti devastanti della globalizzazione, che si accompagna, spesso, a fenomeni di drammatico neo-etnocentrismo delle più variegate forme.

” In questa società del meticciamento abbiamo bisogno di integrare la pedagogia dell’identità con una pedagogia del volto, cioè della relazione, della differenza, della reciprocità… Una dimensione costitutiva dall’Io che l’educazione deve aiutare a svilupparsi è quella dell’accoglienza, dell’ospitalità, dell’ascolto di sé e degli altri… ” (Antonio Nanni e Claudio Economi).

Gli ideali educativi sono restati spesso ben esposti ed approfonditi sui testi, raramente sono diventati realtà. L’attuale livello di complessità, pericolosità e potenzialità delle relazioni umane non permette di perpetuare l’inutilità delle azioni pedagogiche: il mondo delle idee deve invadere e trasformare il mondo della realtà.

La convivenza interculturale la si può costruire con teorie e ricerche educative di alto profilo, ma soprattutto con “azioni” concrete e vissute e partendo dal “mondo” dei bambini e dei ragazzi: far incontrare gli immaginari dei bambini delle varie culture, far scambiare i loro giochi e le loro fiabe, arricchire l’alimentazione culturale e spirituale attingendo anche ad altre culture: così facendo si pongono basi solide per un efficace processo di formazione dei nuovi cittadini del Nuovo Millennio.

Incontrarsi veramente

Imparare a ” convivere nella diversità e vivere della diversità ” (Arturo Paoli) non è solo frutto di informazione, di cultura, di buona volontà, ma è, soprattutto, frutto di esperienze, di incontri e scambi reali di condivisione vissuta. E’ da questa convinzione che nasce l’idea di contribuire (già lo fanno altri) a creare, moltiplicare ed accrescere i momenti di incontro, di conoscenza reciproca, di scambi. La “Settimana dei bambini del Mediterraneo” ad Ostuni mira soprattutto a far incontrare in modo diretto tanti bambini provenienti dai vari paesi del Mediterraneo perché possano convivere momenti di conoscenza e condivisione.

 

Partire dai bambini: il futuro è il “presente bambino”

Il futuro è il “presente bambino”: gli alberi di domani sono i semi di oggi. I nuovi alberi della convivenza integrata vanno preparati oggi. Bisogna interagire con i bambini per avviare insieme un nuovo processo di formazione, che ci porti, già da oggi, ad esperienze di comunità vissute da tanti Io accogliente, capace di reciprocità, da tanti Io libero – autonomo, da tanti Io responsabile – cooperativo, da tanti Io nomade – creativo, aperti alla mondialità (Antonio Nanni e Claudio Economi).

Sono importanti i convegni tra adulti, gli scambi tra adulti, ma i nuovi boschi si costruiscono con le nuove pianticelle. E’ per questo, che è utile ed urgente investire molte energie economiche, culturali e politiche in direzione dei bambini. E’ importante costruire strade, ricostruire case ed infrastrutture sociali, ma, nel contempo non va trascurata la “formazione delle risorse umani” allo stato più elementare.

 

Scambiarsi fiabe, navigare storie

Molti esperti vanno affermando da tempo, che le fiabe e i giochi costituiscono terreni ideali per costruire momenti di dialogo e di interazione tra ragazzi di culture diverse, per conoscersi e stabilire rapporti.

Le fiabe, da sempre, hanno svolto un importante ruolo di trasmissione culturale ed esperienziale e di contributo alla crescita equilibrata e ricca dei ragazzi.

Le fiabe costituiscono una miniera di immagini , di archetipi, di stili di vita, di modi di dire e di pensare comune a tutto un popolo.

Esse affascinano, incantano e ammaestrano alla vita, contengono, comunicano ed ampliano il patrimonio di conoscenze, di sogni, di aspirazioni e di interpretazioni della realtà.

Sono una ricchezza spirituale e culturale inestimabile di un popolo, che messa in comune fa conoscere meglio e arricchisce chi entra in relazione.” Pur nella estrema varietà e ricchezza di linguaggi, situazioni, ambienti, accadimenti, che caratterizzano le fiabe di tutti i paesi, l’immaginario collettivo riconduce ogni volta alle scoperte essenziali sulla condizione umana , la vita e la morte, l’amicizia e l’amore, la paura e i desideri. L’immaginario ha dunque il potere di congiungere trasversalmente popoli e culture e nello stesso tempo di raccontare delle loro specificità.

Riscoprire insieme le fiabe può divenire un ulteriore strumento di confronto e di conoscenza fra tradizioni culturali tra loro anche molto lontane ” (Tullia Colombo).

Le fiabe di ieri e le storie di oggi scambiate e diffuse tra i bambini di diverse culture favoriscono la formazione di personalità aperte e disponibili alla complessità.

Bisogna in ogni modo far “navigare” i ragazzi nel variegato mare delle fiabe e delle storie di oggi dei vari Paesi.

 

Incontrarsi giocando

In questi ultimi tempi si assiste, positivamente, ad una serie di iniziative che hanno come tema o come sfondo il Mediterraneo e la sua musica, il Mediterraneo e il cinema, il Mediterraneo e la sua cucina, il Mediterraneo e la sua storia, il Mediterraneo e la sua architettura. Rarissimi, ancora, gli appuntamenti che pongono al centro dell’attenzione i bambini, le fiabe e le storie e, men che meno, i giochi.

Eppure il gioco è esigenza naturale, è attività indispensabile per la formazione di una persona sana, coinvolge tutta la sfera umana: quella cognitiva, quella affettiva e quella motoria.

E’ il miglior tramite per creare forti vincoli di conoscenza e di amicizia, per rapportarsi all’altro in modo libero da pregiudizi e da barriere di qualsiasi genere (razziale, religioso culturale, economico). Il gioco è anche storia, è tradizione, è cultura. La sua enorme valenza educativa e culturale lo rende metodo migliore per realizzare momenti di coinvolgente interculturalità. Ognuno appartenendo ad un popolo, è potenziale portatore di un ricco patrimonio ludico. “Il gioco può diventare quindi l’occasione per cogliere l’altro come interessante, simile a me, ma anche positivamente diverso, per entrare in dialogo, in amicizia con lui, assumendo anche saperi e valori della sua cultura, oltre che per rafforzare la propria identità. L’ambito del gioco può costituire un terreno di analisi di somiglianze e differenze in un contesto non problematico” (Paola Maniotti).

Bisogna ” dar voce alla cultura ludica di cui sono portatori i bambini” (Zavalloni e Papetti), va fatta opera di divulgazione nella settimana Ostunese: si potranno conoscere e sperimentare tanti giochi di altri paesi. I bambini si incontreranno per giocare, per conoscere e scambiarsi i propri patrimoni ludici.

 

Mediterraneo…mare privilegiato per incontrarsi

Il Mediterraneo, per la sua storia, per la sua collocazione, per la sua conformazione costituisce un’area privilegiata, in cui poter costruire azioni ed esperienze interculturali.

Su questo mare insistono antiche, ricche e diversificate civiltà, che spesso si sono scontrate e si sono deprivate vicendevolmente: il livello di civiltà attuale consente e richiede necessari e fitti scambi di collaborazione.

I due milioni e mezzo di Kmq di superficie circondata da 22 paesi ricchi di abitanti, di storia, di cultura, di risorse, fanno del Mediterraneo, e dei Paesi che si affacciano, un unico grande “giardino” favorente incontri. Purtroppo lo scenario che si presenta è completamente opposto :paesi così vicini eppure così separati, con storie comuni eppure ancora cosi’ nemici e pronti al massacro reciproco.

Finalmente , in alcuni ambiti, si comincia a prendere coscienza ed ad operare per valorizzare in direzione della pace, del confronto e della cooperazione, le potenzialità culturali e geografiche di questa area.

A tal proposito, Predrag Matvejevic sostiene che ” i mari e i golfi del Mediterraneo sono più solidali delle loro rive e degli abitanti rivieraschi“. Oggi abbiamo il dovere di agire per assecondare la “natura”: fare del Mediterraneo un luogo esemplare di traffici e di scambi di idee, di storie, di persone, di pace, di progetti. I “corridoi”, come grande via di comunicazione commerciale, devono prevedere la predisposizione di vie per “traffici” di civiltà e di culture. “Anni di politica rivolta solo allo sviluppo economico non hanno portato al benessere che era stato progettato e questo fallimento può essere visto come una delle ragioni…..” (Arnaldo Farina, Unicef). Non sempre gli obiettivi economici si coniugano con il benessere globale di tutte le persone.

Spesso gli interventi sono stati guidati dagli interessi economici e politici dei forti. Il popolo, le relazioni e lo sviluppo culturale sono stati sempre trascurati. Vanno intensificati i momenti di dialogo, di scambio, di comunicazione e di confronto tra le numerose civiltà, del Mediterraneo: è il modo migliore questo per avviare ed abituare ad una buona convivenza sullo stesso mare fondata sulla cooperazione.

Il Mediterraneo si presta a farsi coprire da questi ponti, corridoi, rotte e canali. Il ricco mosaico va ricomposto e non lasciato in frantumi o peggio ancora ri-frantumato. Matvejevic coglie nei “Mediterranei” la voglia di ricomporlo, Ostuni è tra coloro che vogliono operare in questa direzione.

E’ difficile scoprire ciò che ci spinge a provare a ricomporre continuamente il mosaico mediterraneo, a compilare tante volte il catalogo delle sue componenti, a verificare il significato di ciascuna di esse e il valore dell’una nei confronti dell’altra: l’Europa, il Magreb e il Levante; il giudaismo, il cristianesimo e l’islam; il Talmud, la Bibbia e Corano; Atene e Roma; Gerusalemme, Alessandria, Costantinopoli, Venezia; la dialettica greca,l’arte e la democrazia; il diritto romano, il foro e la repubblica; la cultura araba, la poesia provenzale e catalana; il Rinascimento in Italia; la Spagna delle varie epoche, straordinarie e atroci; gli Slavi del Sud sull’Adriatico e molto altro ancora” (Pedrag Matvejevic).

  Ad Ostuni un mare di incontri

Ostuni Mediterranea, Città dalle meravigliose suggestioni, per la sua storia, per la sua conformazione, per la sua collocazione si candida a diventare fucina e luogo della cultura e delle azioni interculturali. Ostuni dovrà farsi percepire come la città degli incontri dei bambini e per i bambini del Mediterraneo. Ostuni da alcuni anni ha avviato l’avventura che la condurrà a diventare città dal ricco sviluppo economico-turistico, culturale e città educativa e amica delle bambine e dei bambini di Ostuni e del Mediterraneo. E’ in questo viaggio, con i bambini in particolare (vedi LaboratorioCittàRagazzi Ostuni) che è stata spronata a percorrere strade più avanzate, che vanno oltre il recinto del particulare e del consueto.

Sono stati i ragazzi a proporre di incontrare e di giocare con i bambini del mondo. Quindi la “Settimana dei bambini del Mediterraneo nella Città Bianca” si pone in un solco ed intende ampliare e consolidare tale percorso con la partecipazione attiva dei ragazzi. Ostuni, città dei bambini, ma anche Ostuni città d’arte, Ostuni Mediterranea, Ostuni magica e affascinante per le sue strutture che la rendono unica, per i suoi uliveti, per le sue colline, ….per il suo mare: essa si affaccia e si erge in modo attraente sul Mar Mediterraneo. Ostuni è come un giocattolo, è come una fiaba e come essi suscita fascino ed incanto. Agisce straordinariamente sull’immaginario. Per coinvolgere ed attrarre bisogna saper incidere l’immaginario: Ostuni possiede questa magia ed è per questo che ben si offre a diventare luogo emblematico di incontro di tanti ragazzi di culture diverse per scoprirsi, conoscersi, giocare, studiare, divertirsi. L’incantesimo di Ostuni usato per costruire fari, ponti e piazze del confronto e dell’ibridazione feconda. Ostuni con la sua natura, con la sua storia, con la sua architettura, con le sue strutture, con i suoi abitanti potrà diventare, collaborando con altre Istituzioni, Organismi e città, culla di una nuova civiltà per il Mediterraneo del Terzo Millennio.

 

E i bambini? Protagonisti!

Solo se i bambini saranno parte attiva di un processo che li riguarda, esso avrà successo. Essi devono poter vivere dirette esperienze con i loro punti di vista, con il loro modo di giocare, con i loro desideri, per poter sperare in un nuovo modo di vivere insieme sullo stesso Mare. Dare voce, dare ascolto alle loro proposte e farli incontrare per sognare e giocare insieme, scambiarsi le storie e… continuare a comunicare… questo è un MARE DI INCONTRI nella Città Bianca (con la particolare collaborazione dell’International Kinderdorp Villaggio SOS).

I ragazzi, che dagli altri Paesi giungeranno ad Ostuni saranno accolti come ambasciatori di un’altra civiltà, ricca di storia, giochi, di storie, di fiabe e di altro, e qui si darà vita ad un grande e bello caleidoscopio di bambini “diversi” che si incontreranno per continuare insieme il cammino…

 

A Ottobre a scuola, scuola protagonista

Per lo svolgimento della “Settimana” è stato scelto il mese di ottobre per due ragioni.

Ottobre è il mese di avvio scolastico, la scuola è l’agenzia educativa principale, ogni iniziativa rivolta ai ragazzi non può trascurare di interagire con la scuola.

Saranno i ragazzi a scuola che si organizzeranno , con la guida e le proposte dei docenti, per partecipare da protagonisti nell’ospitare i ragazzi provenienti da altri Paesi, nell’attivare laboratori di giochi e di storie, nel partecipare alle varie iniziative programmate per la ” Settimana”.

La seconda ragione è che essendo ottobre il mese di avvio per tutti gli Organismi sociali, essi ( le scuole, gli Enti locali, gli Organismi, le Associazioni) potranno utilizzare il restante periodo di lavoro per sviluppare gli spunti e le idee ricavate nella ” Settimana”.

I fili di amicizia annodati potranno essere tessuti; i contatti avviati potranno essere coltivati; le idee prodotte potranno essere ulteriormente sviluppate.

Scuola… e non solo

Per la buona riuscita della iniziativa si dovranno coinvolgere vari protagonisti oltre agli altri Assessorati, le Scuole, le famiglie e i ragazzi.

Si fa riferimento ad Enti ed Associazioni locali ( radio, TV, Operatori economici e culturali, Associazioni Amici di Ostuni, Associazioni varie, Villaggio SOS, CRSEC, etc.), ad organismi internazionali ( UNICEF ed UNESCO), a Ministeri nazionali ( P.I. , Solidarietà sociale, Esteri); ad Associazioni di volontariato e fondazioni ( Fondazione del Mediterraneo, Associazione donne del Mediterraneo, Io Donna, Peacelink ), ad Organizzazioni culturali ( CEM-Mondialità, Biblioteca Delfini di Modena, Biblioteca Multiculturale itinerante di Bologna, Biblioteca Ragazzi di Roma, Biblioteca Internazionale “De Amicis” di Genova, Università del Mediterraneo, etc.), a Centri di ricerca (PASTIS – Brindisi) ad Enti locali e Scuole impieganti in particolari iniziative di interculturalità e di scambi internazionali.

Un ruolo fondamentale lo dovranno svolgere le famiglie: esse costituiranno l’asse portante della fondamentale esperienza di ospitalità, di incontri, di condivisione e di mediazione.

Già nel Centro Estivo ‘99 “Dal centro storico di Ostuni… viaggiatori di pace nel Mediterraneo” le famiglie hanno consentito di vivere una ricca ed intensa esperienza di integrazione interculturale.

I ragazzi ostunesi hanno saputo interagire in modo originale con i ragazzi albanesi, bielorussi e curdi: grandi sono state le emozioni e gli scambi di giochi, di storie, di musiche e di danze.

Il Centro Estivo ‘99 era stato strutturato come apripista e laboratorio sperimentale ed emblematico: ci è riuscito in pieno. Quelle famiglie e quei ragazzi potranno essere oggi promotori di altre feconde collaborazioni per rendere Ostuni città ospitale ed amica dei bambini del Mediterraneo e contribuire con gesti semplici e concreti a far camminare sui piedi dei bambini e dei grandi la “Cultura intermediterranea” e far riemergere le funi sommerse della ricca e pacifica cultura dei tanti Mediterranei e bloccare nuove divisioni.

Elaborare una cultura intermediterranea alternativa – mettere in atto un progetto del genere non pare imminente. Condividere una visione differenziata – è meno ambizioso, anche se non sempre facile da realizzare. Le vecchie funi sommerse, che la poesia si propone di ritrovare e di riannodare, sono spesso state rotte o strappate dall’intolleranza o dall’ignoranza …Potremo fermare o impedire nuove “divisioni” in ogni punto da Oriente a Occidente ?” ( Pedrag Matvejevic)

 

OBIETTIVI E ATTIVITA’

L’organizzazione logistica, operativa e dei contenuti deve rapportarsi in modo molto stretto alla filosofia e agli obiettivi della “Settimana”.

Il desiderio è quello di realizzare ogni anno nella Città Bianca la “Settimana dei bambini del Mediterraneo”: una “rassegna” di incontri teorici ed esperienziali. che segni un avanzamento concreto sul piano del confronto e degli scambi tra culture e civiltà del Mediterraneo dal punto di vista dei bambini e ragazzi: conoscere, diffondere e condividere il loro immaginario e la loro cultura di crescita per preparare la nuova atmosfera per il Nuovo Millennio caratterizzato da una diffusa e consistente coabitazione delle differenze.

Di seguito vengono elencati, in modo sommario gli obiettivi della “Settimana annuale” ed in modo esemplificativo, le attività che in essa si svolgeranno.

  1. Fare del Mediterraneo un mare di fitti scambi umani e culturali, un luogo esemplare di relazioni positive e di cooperazione.
  2. Rendere Ostuni, città simbolo degli incontri dei bambini e dei ragazzi del Mediterraneo. A tal fine il LaboratorioCittàRagazzi e il Comitato a costituirsi opereranno permanentemente come centro di promozione, di documentazione, di approfondimento, di studio, di raccordo, di sperimentazione sul “dire” e sul “fare” della multiculturalità e dell’interculturalità.

In tale contesto, la “Settimana” svolge la funzione di avvio del progetto e di rassegna e puntualizzazione periodiche delle idee e delle azioni ad esso collegate.

  1. Costruire una rete di famiglie, di scuole e di associazioni pronte ad ospitare un congruo numero di bambini e ragazzi, provenienti dai Paesi del Mediterraneo. L’elemento centrale dell’intera operazione, infatti, è lo svolgimento di reali ed intensi momenti di incontro tra bambini e ragazzi dei vari Paesi.

E’ mangiando, giocando, viaggiando, dialogando insieme, vivendo insieme, insomma, che si pongono le basi reali per la comprensione, la conoscenza, lo scambio.

  1. Individuare strategie e percorsi per moltiplicare le occasioni di dialogo e di scambio, perché gli incontri e la conoscenza favoriscono l’abbattimento delle barriere costituite dalle diffidenze, dai pregiudizi, dall’intolleranza.

Saranno organizzati tanti “momenti insieme” per far giocare, esplorare, viaggiare e leggere tanti ragazzi. Utile allo scopo saranno attivati una serie di gemellaggi con associazioni, scuole, famiglie dei Paesi del Mediterraneo.

  1. Promuovere la cultura e la pratica del gioco, partendo dalla conoscenza del patrimonio ludico del proprio Paese, nella convinzione che il giocare è un diritto, che risponde ad un bisogno fondamentale.

Ne “La Settimana”, in particolare, saranno allestite mostre, rassegne dei giochi dei vari paesi del Mediterraneo. Saranno attivati laboratori multiculturali di costruzione di giocattoli e saranno predisposti appositi spazi per usare i giochi e per fare giochi all’aperto e al chiuso.

  1. Far conoscere e “circolare” i racconti e le fiabe propri della tradizione dei vari Paesi mediterranei. La loro valenza educativa e culturale richiede un impegno per riscoprirli, conoscerli e divulgarli al massimo.

A tal fine saranno coinvolte le case editrici, ricercatori, scrittori ed associazioni dei vari Paesi per allestire mostre e rassegne apposite. Saranno attivati laboratori di fiabe e angoli del racconto gestiti da animatori italiani e provenienti dai Paesi coinvolti.

  1. Far conoscere la recente produzione editoriale per ragazzi dei singoli Paesi, allestendo apposite rassegne o mostre. Allargare gli orizzonti della conoscenza della letteratura infantile del Mediterraneo, consente di aumentare le opportunità del piacere di leggere e far scoprire nuovi ed interessanti scrittori provenienti dai suddetti Paesi.

Andranno coinvolti in modo diretto editori e scrittori per ragazzi, i quali potranno tenere incontri con altri editori e scrittori, con insegnanti ed educatori e con ragazzi.

  1. Creare momenti di confronto teorico (con appositi convegni e seminari) sul gioco, sulla fiaba e sull’interculturalità, coinvolgendo esperti, educatori, scuole, associazioni ed università dei vari Paesi.
  2. Diffondere la produzione editoriale e le significative realizzazioni riguardanti la teoria e la pratica dell’interculturalità. Saranno organizzati specifici incontri di confronto, mostre, e rassegne su testi, riviste e documentazioni prodotte e su esperienze originali realizzate da Enti locali, scuole, comunità, organizzazioni di volontariato e di cooperazione.
  3. Segnalare e far conoscere opere artistiche che promuovano la conoscenza di altre culture e l’interculturalità: teatro, film, libri, (sondaggi e narrativa) musica, arte pittorica.
  4. Far conoscere la condizione dei bambini e delle figure a loro più vicine (le donne), perché gli scambi e gli incontri siano fondati su adeguate conoscenze riguardanti le specificità culturali, economiche e sociali degli interlocutori.
  5. Promuovere la cultura e l’esperienza dei diritti dell’infanzia, e moltiplicare momenti di protagonismo dei ragazzi.

Essendo essi portatori di diritti, di specifici punti di vista e di esperienza originali, gli adulti in tutte le situazioni in cui sono presenti i ragazzi, hanno il dovere e la “convenienza” di coinvolgere, con modi specifici, in modo operativo e decisionale, se non si fa ciò si rischia l’improduttività delle azioni e lo spreco di risorse importanti.

Ai ragazzi verranno offerte numerose opportunità, in cui essi potranno esprimere opinioni, proposte, creatività, e valutazioni.

L’esperienza annuale del LaboratorioCittàRagazzi ha dimostrato, con tanti piccoli fatti, quanto la città e i ragazzi si avvantaggiano del loro protagonismo diffuso e diversificato.

  1. Contribuire in modo determinante alla costruzione e potenziamento della rete delle Città educative e delle Città amiche delle bambine e dei bambini.

Tale impegno serve a non rendere episodico, marginale o propagandistico l’impegno delle Amministrazioni Comunali in direzione di “grandi appuntamenti”.

Se le città diventano più vivibili, più ricche di stimoli culturali e di relazioni solidali, potranno svolgere meglio la loro funzione di sviluppo e di promozione economica, culturale, sociale ed etica.

  1. Sostenere le scuole nella predisposizione di itinerari educativi aperti agli interrogativi della nuova società e del Nuovo Millennio. Alla scuola va assegnato un ruolo importante nella organizzazione e gestione di tutte le iniziative interculturali.

Il coordinatore
Lorenzo Caiolo

 

 

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2 Responses to MEDITERRANEO: UN MARE DI INCONTRI. Manifesto fondativo della (fu) Settimana dei bambini del Mediterraneo (1999) di LORENZO CAIOLO

  1. ilaria pecoraro says:

    Grande Lorenzo!!! Interessante il progetto, gli esiti, gli scenari…

    • lorenzo says:

      Carissima Ilaria,ti ringrazio per il tuo gratificante commento. Effettivamente fu bello quell’atto di nascita di una grande e partecipatissima manifestazione che si è svolta per 13 anni. Un carissimo saluto.

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