Lorenzo Masiello: “É prevalsa la mia voglia di dare le mie energie tornando nella mia terra meravigliosa, ma devo ammettere che sono stato fortunato” Intervista di Roberta Carlucci

284717_10150242951824830_7530510_n Vorrei chiederle un po’  del suo tempo per discutere insieme circa un fenomeno che, mai quanto in questo periodo, sta colpendo la nostra Italia e , in particolare, il nostro Sud: la cosiddetta fuga di cervelli. Visto che, a quanto mi ha riferito il professore, anche lei è stato uno di quei cervelli che hanno deciso lasciare la sua terra e poi di ritornare…Le andrebbe di rispondere a qualche mia domanda?

 

Prima di tutto vorrei sapere il motivo della sua decisione di studiare lontano dalla sua terra e tutto ciò che ne è derivato.

Ciao Roberta, ho deciso di studiare a Milano perché é lì che avevo individuato l’università piu’ idonea al percorso di studi che avevo scelto di seguire (Economia Aziendale presso l’Università Commericale Luigi Bocconi). Dopo aver valutato attentamente cosa desideravo studiare e cosa immaginavo di fare in futuro mi sono confrontato con alcuni amici che avevano già avuto questo tipo di esperienza (positiva), mi sono recato a Milano per conoscere la mia futura università “dal vivo” e non ho avuto alcun dubbio nel partire.

 

Come è stato stare lontani dalla propria terra e se ha trovato effettivamente ciò che in essa purtroppo non riusciva a trovare.

Le mie aspettative non sono state affatto deluse. Ho avuto l’opportunità di studiare presso un’Università straordinaria, che mi ha formato tantissimo, non solo dal punto di vista prettamente didattico, ma preparandomi fin dall’inizio al mondo del lavoro che mi aspettava. Milano é una città dalle mille risorse, una città che dà a tutti la possibilità di mettersi alla prova, di porsi degli obiettivi e delle sfide da realizzare. Credo che a Milano tutti possano trovare la propria dimensione, perché a seconda delle proprie preferenze di vita, lavoro e tempo libero, le possibilità sono davvero svariate.

 

So anche che lei dopo ha deciso di ritornare nella nostra amata Puglia.

Si, ho avuto la fortuna di ricevere un’opportunità lavorativa importante e coerente con il mio percorso di studi e professionale proprio nella mia terra d’origine, una cosa rara come sai bene. Questa opportunità é arrivata perché non ho smesso mai di crederci e di provarci, per anni. É per questo che senza pensarci troppo ho deciso di accettare la sfida e fare questo passo, di certo non facile ma che rappresentava per me una grande occasione.

 

Volevo chiederle il motivo di questa sua nuova decisione e se ne è rimasto contento.

É stata una scelta fatta più col cuore che con la ragione, perché é solo così che puoi decidere di lasciare uno dei posti più ricchi di possibilità e opportunità in Italia per trasferirti dove il panorama lavorativo é a dir poco sconfortante. É prevalsa la mia voglia di dare le mie energie stando al Sud, ma devo ammettere che sono stato fortunato, perché ho avuto la possibilità di farlo in continuità con il mio percorso lavorativo precedente. É stata una scelta sicuramente non facile, ma di certo non ha rappresentato un compromesso al ribasso, quindi si, sono contentissimo della scelta fatta, perché posso fare il lavoro che mi piace nella mia terra, vivendo quotidianamente gli affetti e tutto ciò che di meraviglioso essa offre e che incrementa a dismisura la qualità della propria vita.

 

Mettendo a confronto l’esperienza vissuta fuori dal suo paese e quella che vive ancora oggi dopo essere ritornato, saprebbe tra le due indicare quella che è stata più fruttuosa sia dal punto di vista lavorativo che personale?

In modo diverso, entrambe le esperienze sono state eccezionalmente positive per me. A Milano mi sono formato come studente, come professionista e sono cresciuto come uomo. Qui in Puglia ho avuto la fortuna e la felicità di mettere le mie energie a disposizione della nostra terra. Sono contentissimo di essere qui, ma non ho mai rinnegato (e mai lo farò) la scelta di andare a Milano per studiare e lavorare. C’é una cosa molto importante che tengo a sottolineare: senza la mia esperienza fuori, ciò che é avvenuto dopo non sarebbe MAI stato possibile, ne sono certo.

 

Se dovesse dare un consiglio ai giovani studenti e lavoratori italiani che non sanno quale strada imboccare, cosa direbbe loro?

Direi di mettere sul piatto della bilancia due cose: da un lato le proprie passioni e inclinazioni, dall’altro un’analisi delle potenzialità che il mercato del lavoro offre e offrirà nei prossimi anni (tenendo presente che i cambiamenti sono tanti e molto veloci). Quando i due piatti della bilancia si equilibrano vuol dire che quella é la scelta giusta!

 

É d’accordo con l’opinione di molti, ossia che l’Italia, soprattutto il sud, non offre opportunità al livello lavorativo a chi ha impiegato sacrifici e sforzi nello studio e vorrebbe poter esercitare la propria professione?

Penso di essere, nel mio piccolo, un esempio del fatto che fortunatamente non é sempre così. Certo, le difficoltà sono di gran lunga moltiplicate rispetto ad altre aree molto più ricche e promettenti, in Italia e all’estero. Ma per far sì che il sogno di lavorare al Sud non si spenga in partenza, la prima cosa da fare é crederci. La seconda é prendersi qualche rischio. E con un mix di tenacia e fortuna le soddisfazioni possono arrivare ed essere anche importanti.

 

Roberta Carlucci

 

Mille grazie per la disponibilità. Sono convinta che le sue risposte saranno di aiuto per la mia vita da studentessa e giovane abitante del sud.

 

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