“Eravamo umani in quel momento: non c’erano immigrati, non c’erano anziani, non c’erano persone affette da malattie di MONIA PADALINO

 È sempre una nuova emozione affrontare un lavoro di animazione, soprattutto quando si è consapevoli del fatto che quel lavoro, quella esperienza porta con sé tantissimi insegnamenti da poter conservare nel proprio bagaglio di vita.

Vi starete chiedendo di cosa stia parlando, ve lo svelo subito.

Parlo dell’esperienza fatta presso il Centro Anziani di Oria, il 13 febbraio: piccola festa di Carnevale.

Che poi, non siamo stati davvero animatori, bensì siamo stati un gruppo di amici che si divertivano insieme senza sentire alcuna differenza di ruoli, di colori o di età.

Eravamo umani in quel momento: non c’erano immigrati, non c’erano anziani, non c’erano persone affette da malattie. Eravamo umani aventi tutti quanti un sorriso inspiegabile stampato in viso.

Eravamo felici di condividere quei momenti di gioia, eravamo felici di giocare assieme.

 Eravamo felici di tenerci per mano, senza notare il contrasto tra il bianco e il nero che si tenevano stetti in quel cerchio di gioco.

Quel cerchio che ci permetteva di guardarci negli occhi e di stare vicini senza vergogna e senza alcun timore.

Sono state ore costruttive e formative, nonostante dinanzi a noi non vi fosse alcun libro, bensì vi erano anime, cuori e braccia aperte.

Ognuno di noi era felice di ascoltare l’altro, ognuno di noi sentiva il bisogno di rispettare l’altro, ognuno di noi sentiva il bisogno di sentirsi unito e di non escludere nessuno.

Ci siamo messi in gioco, tutti. Abbiamo fatto delle nostre culture e delle nostri tradizioni un gioco, e non era importante essere bravi, era importante sentirsi qualcuno in ogni singolo momento di quella magica serata.

A conclusione di essa, non importava la stanchezza: ognuno di noi portava con sé troppe emozioni, troppi ricordi e troppi insegnamenti.

Quella sera, a Oria, mi ha insegnato che gli stereotipi che ci creiamo spesso ingannano, mi ha insegnato che stare insieme aiuta a non sentirsi importanti o sbagliati, ma a sentirsi semplicemente umani.

Mi ha insegnato che non serve fare differenze, ciò che conta è il proprio mondo interiore: un mondo che se impari a conoscere può regalare tanto, al di là di chi possiede quell’animo, quel cuore nobile in sé.

(Monia Padalino)

 

 

 

 

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