Anna Laura Orrico: ” Ho capito che forse il mio destino poteva essere quello di provare a cambiare qualcosa nella mia terra”. Intervista a cura di Marika D’Agnano

12187660_10208512643439984_7799951143352895977_n 1) Da cosa é nato il suo particolare interesse per una Calabria migliore? E quindi cosa ha spinto lei  a far parte dell’associazione “Io Resto in Calabria”?

Appena laureata ho deciso che avrei viaggiato e che avrei fatto esperienze lavorative in giro per l’Italia, l’Europa e magari per il mondo. All’inizio credevo che tutto questo nascesse dal fatto di voler andare via dalla mia terra che non mi avrebbe mai potuto offrire nulla. Viaggiando e lavorando in giro tra Italia, Europa e Africa ho capito che potevo trasformare quello che avevo imparato in qualcosa di utile da costruire nella mia terra. Ho capito che forse il mio destino poteva essere quello di provare a cambiare qualcosa nella mia terra. Non so perché sia nato questo sentimento, non c’è una ragione precisa…è qualcosa che ti nasce dentro un po’ come quando ti innamori di una persona: non sai bene il motivo ma sai che ti fa battere forte il cuore…per me provare a cambiare la Calabria era qualcosa che mi faceva battere forte il cuore. Far parte dell’associazione Io resto in Calabria è stata una grande opportunità perché ho iniziato a realizzare alcuni importanti progetti per i giovani e per cambiare ciò che solitamente si racconta della Calabria. Dire “io resto in Calabria” perché voglio costruire nuove opportunità, voglio costruire legalità, voglio che i giovani capiscano che in questa terra proprio perché non c’è niente allora tutto si può creare è ciò che ho pensato quando sono diventata membro e poi Presidente di questa associazione.

2) Gli obiettivi per cui questa Associazione è nata sono stati raggiunti?

Posso dire di aver raggiunto un importantissimo obiettivo, aver creato un progetto che si chiama “Giovani&FuturoComune” grazie ad una iniziativa che ogni anno organizzavo, ovvero il Calabria Day. Questo progetto sta dando la possibilità a diversi giovani di creare la propria impresa valorizzando i beni culturali, ambientali, storici che sono stati abbandonati nella nostra regione. I giovani coinvolti hanno tra i 17 e i 19 anni e grazie alla Fondazione Vodafone stanno sperimentando cosa vuol dire costruire un’impresa partendo da una delle tante risorse poco considerate nella nostra regione: i beni comuni.

3) Ora quali iniziative sta portando avanti?

Nel 2014 ho creato insieme ad altri 5 professionisti della mia età (30 anni) il primo spazio di coworking di tutta la Calabria e il primo della rete Talent Garden (una rete di coworking di cui fanno parte altre 10 aziende in Italia e 4 all’estero). Abbiamo creato Talent Garden Cosenza, un grande spazio di 400 mq dove lavorano tanti professionisti, piccole aziende e giovani che stanno provando a fare impresa. Queste persone condividono lo stesso spazio di lavoro, si scambiano idee e provano a costruire nuovi progetti insieme. Organizziamo tanti eventi per formare i giovani sul fare impresa, sulle nuove professioni che si possono creare grazie alle tecnologie e ad internet.

4) É molto legata alla sua regione, al sud. Prima di realizzare queste sue belle iniziative nella sua Regione, é mai andata via dalla sua terra per cercare possibilitá di lavoro confortevoli economicamente e/o moralmente? Se ha fatto questa esperienza, quali sensazioni ha provato, stando lontano dal suo paese? Se invece no, perché?

Ho lavorato fuori dalla Calabria per circa 5 anni, sono stata anche in Africa che è stata l’esperienza più bella della mia vita. Della mia terra mi mancava la famiglia e gli amici, il sentimento che provavo verso la Calabria è sempre stato quello di poterla rivoluzionare, di dare il mio contributo per farla essere migliore di come è…e questo in riferimento soprattutto ai calabresi perché la Calabria in se è una terra molto bella e ricca di risorse.

5) Può descrivere in una sola parola cosa significa per lei restare nel proprio paese, ideare e costruire progetti nel paese in cui si nasce e cresce?

E’ una sfida quotidiana. Ogni mattina quando mi sveglio so che dovrò affrontare più difficoltà, più problemi e più persone pronte a ostacolarmi ma so che quando otterrò il risultato che mi sono prefissata sarà una grande soddisfazione perché avrò dimostrato che anche qui le cose belle si possono fare e possono esistere; che anche in Calabria si può lavorare senza scendere a compromessi o nell’illegalità o nella schiavitù di qualcuno. Quando crei qualcosa in un territorio come la Calabria senti che qualunque cosa è possibile, perché hai dovuto superare tante difficoltà e perché hai dimostrato che la tenacia e la determinazione, la serietà, l’impegno e l’onestà prima o poi portano dei risultati.

6) Cosa pensa di coloro che vanno via?

Penso che non c’è nessun male ad andare via e che ognuno è libero di fare le proprie scelte. Quello che non trovo giusto è che una persona sia costretta ad andare via perché nella propria terra non ci sono opportunità o piuttosto meritocrazia.

7) A me ragazza cosa consiglia per il mio futuro?

Secondo me la cosa più bella dell’essere giovani e molto giovani è la curiosità: avere voglia di mettersi in gioco provando a realizzare qualche piccolo progetto, imparando a fare nuove cose o addirittura pensare di poter creare qualcosa se si ha un’idea. Quindi il consiglio è quello di essere diversi dagli altri, di studiare ma al tempo stesso provare a capire quale sia il proprio talento. E poi viaggiare, fare qualche esperienza fuori per poi tornare se vorrai creare qualcosa nella tua terra. Credi nelle tue idee e non farti mai dire da nessuno che non è possibile o che non riuscirai mai a realizzare un tuo sogno.

a cura di D’Agnano Marika classe III A dell’IPSSS “Peppino Impastato” di San Vito dei Normanni

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